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Applicazioni e interoperabilità... anche in futuro

Una dei maggiori punti di attenzione durante una migrazione sono le applicazioni esistenti "non Office" presenti nell'infrastruttura dell'organizzazione che ha intenzione di migrare.
Queste vanno analizzate in dettaglio per garantire che, nel caso sia presente qualche integrazione con Office, sia possibile utilizzarle anche con la suite [Open|Libre]Office che si andrà a utilizzare. 

Non solo è necessario che qualsiasi software già presente nella struttura garantisca “interoperabilità” con [Open|Libre]Office,  ma questo deve essere garantito anche per qualsiasi acquisizione di software nel futuro: diversamente si introdurrebbe una criticità da dovere gestire a migrazione avvenuta.

Con “interoperabilità” si deve intendere che il software:

  • possa dialogare tramite file il cui formato è supportato da  [Open|Libre]Office
  • per generare questi file non abbia necessità di interagire con MS Office

Alla stesso maniera si deve anche prestare attenzione a future acquisizioni di servizi da parte di terzi, affinché questi non implichino l'utilizzo di MS Office o di strumenti non interoperabili nell'accezione precedente. 
Si pensi ad esempio a un'analisi realizzata da un'azienda di consulenza, basata su elaborazioni di dati in file contenenti Tabelle Pivot, che devono essere scambiati continuamente con l'organizzazione per la modifica. 

È comunque evidente che in questo ultimo caso, in mancanza di alternative, si può pensare di installare temporaneamente su di un numero di postazioni limitato MS Office sono per la durata dell'interazione con i consulenti. 

In generale è sempre opportuno indagare l'interoperabilità di ciò che si sta per acquisire e preferire strumenti che supportino ODF. 

Ultima modifica il Febbraio 28, 2015
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